La cicerchiata è uno dei dolci più rappresentativi del Carnevale nel Centro Italia, in particolare nelle regioni Abruzzo, Molise e Marche. Questo dessert tradizionale, dalla forma irregolare e dorata, ricorda un grappolo di palline croccanti legate insieme dal miele. Il suo nome deriva da cicerchia, un legume dalla forma tondeggiante che richiama proprio l’aspetto delle piccole sfere di pasta fritta che compongono il dolce. Preparare la cicerchiata richiede tempo e pazienza, ma il risultato finale ripaga ogni sforzo con un’esplosione di sapori e consistenze che conquistano grandi e piccini. La tradizione vuole che questo dolce venga realizzato in famiglia durante il periodo carnevalesco, trasformando la preparazione in un momento di convivialità e allegria.
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30
medio
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Ingredienti
Utensili
Preparazione
1. Preparare l’impasto base
In una grande ciotola, versate la farina setacciata e create al centro una fontana. Rompete le uova al centro, aggiungete lo zucchero, il burro ammorbidito a temperatura ambiente, la grappa, la scorza di limone grattugiata e un pizzico di sale. Iniziate a impastare dal centro verso l’esterno, incorporando gradualmente la farina fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico. Lavorate energicamente per circa 10 minuti: questo passaggio è fondamentale per sviluppare il glutine e ottenere la giusta consistenza. L’impasto deve risultare morbido ma non appiccicoso. Se necessario, aggiungete un cucchiaio di farina.
2. Far riposare l’impasto
Avvolgete l’impasto in pellicola trasparente e lasciatelo riposare a temperatura ambiente per almeno 30 minuti. Questo riposo permette al glutine di rilassarsi, rendendo l’impasto più facile da lavorare e garantendo una frittura più uniforme. Durante questo tempo, il burro si distribuirà meglio nell’impasto, contribuendo alla morbidezza finale delle palline.
3. Formare i cordoncini
Trascorso il tempo di riposo, dividete l’impasto in porzioni più piccole. Prendete una porzione e stendetela con le mani su un piano di lavoro leggermente infarinato, formando dei cordoncini lunghi e sottili del diametro di circa mezzo centimetro, simili a spaghetti spessi. Questo passaggio richiede delicatezza e pazienza: i cordoncini devono essere uniformi per garantire una cottura omogenea.
4. Tagliare le palline
Con un coltello affilato o una rotella tagliapasta, tagliate i cordoncini in piccoli pezzetti di circa mezzo centimetro di lunghezza. Otterrete così tante piccole palline irregolari che ricordano proprio le cicerchie. Disponetele su un vassoio infarinato, facendo attenzione che non si attacchino tra loro. Questa operazione può richiedere tempo, ma è il cuore della ricetta tradizionale.
5. Friggere le palline
In una pentola capiente e alta, versate abbondante olio di semi e portatelo alla temperatura di 170°C. Potete verificare la temperatura usando un termometro da cucina oppure immergendo un pezzetto di impasto: se sale subito in superficie sfrigolando delicatamente, l’olio è pronto. Friggete le palline poche alla volta per evitare che la temperatura dell’olio si abbassi troppo. Giratele delicatamente con una schiumarola per garantire una doratura uniforme. Quando saranno dorate e croccanti, scolatele e trasferitele su carta assorbente per eliminare l’olio in eccesso.
6. Preparare il miele
In un tegame capiente dal fondo spesso, versate il miele e scaldatelo a fuoco dolce mescolando continuamente con un cucchiaio di legno. Il miele deve diventare liquido e leggermente schiumoso, ma non deve bollire vigorosamente altrimenti diventerà amaro e troppo scuro. La temperatura ideale è intorno ai 110-115°C. Questo passaggio richiede attenzione costante per evitare che il miele si bruci sul fondo.
7. Unire palline e miele
Quando il miele ha raggiunto la consistenza giusta, togliete il tegame dal fuoco e versate tutte le palline fritte nel miele caldo. Mescolate velocemente ma delicatamente con un cucchiaio di legno, facendo attenzione che tutte le palline si ricoprano uniformemente di miele. Aggiungete i canditi tagliati a pezzetti e la frutta secca tritata, continuando a mescolare per distribuire bene gli ingredienti.
8. Formare la cicerchiata
Preparate un piatto da portata rotondo leggermente unto con olio o rivestito con carta da forno. Con le mani leggermente bagnate in acqua fredda per evitare che il miele si attacchi, trasferite il composto sul piatto e modellatelo rapidamente dandogli la forma tradizionale a ciambella o a cupola. Lavorate velocemente perché il miele si raffredda in fretta e diventa difficile da modellare. Decorate la superficie con i confettini colorati, premendoli delicatamente perché aderiscano bene.
9. Far raffreddare e solidificare
Lasciate raffreddare completamente la cicerchiata a temperatura ambiente per almeno 2-3 ore. Durante questo tempo, il miele si solidificherà legando insieme tutte le palline e creando quella struttura croccante caratteristica del dolce. Non mettete in frigorifero perché l’umidità potrebbe compromettere la croccantezza. Una volta solidificata, la cicerchiata si conserva per diversi giorni in un luogo fresco e asciutto, coperta con un canovaccio pulito.
Il trucco dello chef
Per verificare se il miele ha raggiunto la giusta consistenza, immergete un cucchiaino nel miele caldo e poi in acqua fredda: se forma un filo che si spezza facilmente, è pronto. Se volete una cicerchiata più profumata, potete aggiungere all’impasto un cucchiaino di semi di anice o vaniglia. Per facilitare la formatura delle palline, potete utilizzare due cucchiai leggermente unti d’olio. Se il miele diventa troppo duro durante la lavorazione, riscaldatelo brevemente a bagnomaria. Per una presentazione ancora più festosa, alternate confettini argentati e dorati sulla superficie.
Abbinamenti per la cicerchiata
La cicerchiata, dolce ricco e dolcissimo, si accompagna perfettamente con bevande che ne bilanciano la dolcezza. La scelta tradizionale prevede un vino passito come il Moscato Passito o il Vin Santo, la cui morbidezza e i sentori di miele e frutta secca creano un’armonia perfetta con il dessert. In alternativa, un Marsala dolce o un Passito di Pantelleria offrono note più intense e complesse. Per chi preferisce evitare l’alcol, un caffè espresso ben caldo rappresenta l’abbinamento ideale: l’amaro del caffè contrasta piacevolmente la dolcezza del miele. Anche un tè nero speziato o una camomilla possono accompagnare questo dolce durante il pomeriggio. I bambini apprezzeranno invece un bicchiere di latte freddo o una cioccolata calda.
Informazione in più
La cicerchiata affonda le sue radici nella tradizione contadina del Centro Italia, dove veniva preparata durante il periodo di Carnevale utilizzando ingredienti semplici e facilmente reperibili. Il nome deriva dalla cicerchia, un legume povero ma nutriente coltivato nelle campagne abruzzesi e molisane, che ricorda nella forma le piccole palline di pasta fritta. Ogni famiglia custodisce gelosamente la propria ricetta, tramandata di generazione in generazione, con piccole varianti che rendono ogni cicerchiata unica. In alcune zone si aggiunge il rhum al posto della grappa, in altre si utilizzano mandorle tostate invece dei canditi. La forma tradizionale a ciambella o a cupola simboleggia l’abbondanza e la convivialità tipiche del Carnevale. Questo dolce veniva preparato in grandi quantità per essere condiviso con parenti, vicini e amici durante le feste carnevalesche. Oggi la cicerchiata rappresenta un simbolo identitario forte per le regioni del Centro Italia e viene preparata non solo durante il Carnevale ma anche in altre occasioni festive. La sua preparazione laboriosa ne fa un dolce speciale, che racchiude il calore e l’affetto della cucina casalinga italiana.



